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ORDINE DEL GIORNO PSD
Lunedý 21 gennaio 2019

ORDINE DEL GIORNO PSD

 

La Repubblica di San Marino fonda nel suo rapporto con l’Italia e con l’Europa la vera essenza del suo orizzonte economico diplomatico.

La crisi finanziaria che insiste dal 2009 ha compromesso per larga parte il PIL sammarinese colpendo in maniera quasi letale il sistema bancario e finanziario e lasciando le casse dello stato quasi sguarnite.

A 10 anni dall’inizio della crisi San Marino non ha tracciato definitivamente il contesto internazionale nel quale muoversi e nella presente legislatura la condivisione delle linee politiche e delle scelte negoziali con Italia ed Europa ha lasciato il posto alla segretezza.

Molte delle riforme in discussione e ogni sforzo di riduzione dei costi, come anche le proposte per richiamare investimenti esteri, non saranno sufficienti se la cornice del mercato in cui ci si muove, della condivisione di diritti e doveri, della possibilità in sostanza di competere alla pari con altri stati non sarà garantita.

 

Si impegna quindi il governo a

 

-          Promuovere un largo dibattito sui temi del rapporto con l’Italia e dell’Accordo di Associazione nel paese, in maniera tale da coinvolgere non solo le forze politiche ma anche tutte le forze sociali ed economiche.

-          Mettere a disposizione e sottoporre a dibattito le direttive che l’esecutivo sta seguendo in politica estera.

-          Esplicitare la propria posizione riguardo ai legami, più volte richiamati ma sempre in maniera non circostanziata e solo attraverso titoli altisonanti, con Russia e altri paesi al di fuori della UE.

 

Si invita infine il governo a

 

-          Concentrare tutti gli sforzi utili a rendere efficaci le collaborazioni con la Repubblica d’Italia a livello di ripresa economica, investimenti infrastrutturali di interesse comune e della individuazione di mutue convenienze in particolare sul settore bancario e finanziario, anche attraverso un accordo con Banca d’Italia, al fine di accelerare l’assestamento del settore, ridare reputazione e favorire gli investimenti italiani nel nostro paese e quelli dei nostri istituti fuori dalla Repubblica.

-          Rendere la negoziazione dell’Accordo di Associazione con l’UE un valore condiviso per fornire alle scelte che ci accingiamo a compiere un contesto più largo di quello della maggioranza e rendere di conseguenza indipendente il destino di un così importante accordo dal governo di turno.

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