NEWS
Comunicato Stampa congiunto PSD - PS
Martedý 24 luglio 2018

Il Partito dei Socialisti e dei Democratici e il Partito Socialista hanno incontrato una delegazione di insegnanti appartenenti alla scuola materna, elementare e media inferiore del territorio sammarinese.

Il confronto si è focalizzato sul decreto delegato n. 83/2018 recentemente varato dal governo, riguardo al quale, si condivide una grande preoccupazione accompagnata dalla convinzione che l’approccio adottato per promulgarlo sia stato sbagliato, innanzitutto, nel metodo. Il primo campanello d’allarme ha suonato qualche mese fa, in seguito alla diffusione dei dati sulla revisione della spesa pubblica, messo poi a tacere da una affermazione apparentemente confortante del Segretario Podeschi, che dichiarò: “la Scuola non verrà toccata”. Dichiarazione puntualmente disattesa.

Nel “decreto scuola” il primo articolo riguarda nella fattispecie i plessi della materna, i quali a causa del nuovo criterio numerico utilizzato per elaborare il “piano cattedre”, vedono 6 insegnanti a cui non verranno assegnati gli incarichi. Alla Scuola dell’infanzia oltretutto non è più concessa alcuna sperimentazione; tutto questo considerando che i bambini con difficoltà di apprendimento sono in aumento, ed il periodo di inserimento risulta di conseguenza sempre più difficile da affrontare.

Per quanto riguarda la Scuola Elementare va considerato il caso di Montegiardino, dove in una classe si è tentato procedere con un insegnante di riferimento piuttosto che averne due. Quando l’unica insegnate è stata costretta ad assentarsi, suo malgrado, anche per periodi prolungati, gli alunni hanno svolto attività con inseganti di altre classi. Questo susseguirsi di figure non si è dimostrato affatto proficuo per i bambini, al contrario si è rivelato problematico; di certo non è stato garantito loro il diritto alle pari opportunità. La sperimentazione portata avanti da anni nel plesso di Montegiardino, è da ritenersi un insuccesso.

Se si prosegue leggendo infine le poche righe successive che completano il decreto, la situazione non migliora. Per quanto riguarda la Scuola Media Inferiore, andando ad agire sulla durata delle lezioni, si desume che si vuole ridurre l’insegnamento ad un ammasso di minuti accatastati uno sopra l’altro, senza che si consideri quello che gli inseganti hanno costruito e stanno costruendo a livello didattico durante le ore di lezione che svolgono. Qual è il progetto per le scuole medie? Non c’è.

Quello che viene ignorato, è che sulle spalle degli inseganti grava prima di tutto il peso della sicurezza nei plessi, su di loro viene fatta talvolta ricadere indirettamente la colpa di non aver strutturato le rotazioni come avrebbero dovuto, e di non aver organizzato le supplenze in modo adeguato. Oggi il rischio vero, è che l’insegnamento venga assimilato ad un servizio di “badaggio”, e ciò garantirà la fine di una formazione dignitosa per le future generazioni.

PSD e PS trovano profondamente ingiusto tutto questo: in seguito ai tagli voluti dal governo, la didattica verrà compromessa irreversibilmente. Gli ottimi risultati dei nostri studenti alla maturità attestano che il progetto scuola funziona, che la conoscenza è la nostra più grande risorsa per lo sviluppo. Quello che manca in realtà è la regia, manca un progetto condiviso; un denominatore comune a tutte le Segreterie di Stato in questa legislatura.

Il settore della pubblica istruzione va quindi riformato con estrema cura, e sicuramente non lo si può fare attraverso decreti infelici: provvedimenti che da una parte peggiorano la situazione attuale, e dall’altra sono insignificanti dal punto di vista progettuale. Serviva aprire una stagione di riforme che questa maggioranza dimostra di non desiderare, dal momento che si è resa ostili nell’ordine: opposizioni, parti sociali, e società civile.

Invitiamo comunque chi ci governa ad ascoltare la voce di chi la scuola la vive giorno per giorno, gli insegnanti, agendo di conseguenza.

 

PSD
PS

CONDIVIDI:
© Copyright 2012 - Partito dei Socialisti e dei Democratici