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Comunicato Stampa
Lunedý 11 giugno 2018

Ci sono tanti argomenti che non vengono considerati, a cui si sommano i tanti avvenimenti legati alla situazione economico-finanziaria di San Marino, che da oltre un anno sta monopolizzando il dibattito politico. I temi connessi allo Stato Sociale, colonna portante dei paesi che si fondano sul principio di uguaglianza, il quale rischia di essere stravolto irreversibilmente. I diritti di cui abbiamo goduto ed i traguardi maturati in più di un secolo di conquiste sociali, tutti a un passo dall’essere perduti; l’odierna fuga di medici in ambito sanitario è un esempio lampante di questa bruttissima china, ma non è l’unico settore sotto scacco.

C’è la cultura, che già durante l’approvazione dell’ultimo bilancio dello Stato ci era drammaticamente sembrato venisse liquidata come un costo, e di conseguenza, come un qualcosa da comprimere. La cultura rappresenta al contrario una ricchezza, che individua nella scuola lo scrigno che la protegge, essendo essa il vero cuore pulsante dello sviluppo educativo, formativo ed identitario delle nuove generazioni.

Com’è possibile mettere al centro gli allievi se la burocrazia nella scuola cresce, gli adempimenti amministrativi per gli insegnanti aumentano e la didattica viene messa all’angolo con la complicità – paradossale – del costoso e tecnologico “registro elettronico” recentemente introdotto? Non si è riusciti di certo a ridurre gli adempimenti burocratici o ad alleggerire il ruolo di controllo della figura, per esempio, del coordinatore di plesso. E ancora, la situazione non migliora da sola senza affrontare il problema della mancanza di insegnanti da dedicare alle sostituzioni, sia tra coloro che devono ricoprire il ruolo di insegnante di classe che tra quelli impiegati nel sostegno. Non migliora se si chiede ai docenti di dedicarsi al controllo della sicurezza esterna delle strutture scolastiche. Non migliora tagliando una cattedra nella scuola primaria di Chiesanuova in un primo momento e successivamente in quella di Montegiardino, considerando nei fatti queste strutture come fossero di “periferia”; ad alcuni bambini in questo modo non è stato garantito e riconosciuto loro il sacrosanto diritto alle pari opportunità.

La scuola è il luogo in cui lo studente deve essere posto al centro, chi ha la responsabilità politica deve tenerne conto; se a livello organizzativo le cose pare funzionino sufficientemente, quello che sta venendo palesemente a mancare è la crescita della qualità dell’insegnamento. Concepire la revisione della spesa pubblica, come si evince dalla relativa relazione, solo come mero esercizio numerico, adottando e privilegiando il metodo dei tagli lineari rispetto alla ricollocazione intelligente delle risorse economiche, condurrà inevitabilmente anche l’insegnamento, e più in generale la crescita culturale, al declino.

Come Partito dei Socialisti e dei Democratici rivendichiamo un ruolo storico in difesa dello Stato Sociale, che sentiamo nostro in tutte le sue manifestazioni e sfaccettature. Chiediamo quindi che questo governo e la maggioranza che lo sostiene possano, senza indugio, valutare questa drammatica situazione e gestirla al meglio, tornando una volta tanto sulle loro decisioni e privilegiando la logica e la ragione, per il bene del paese e delle nuove generazioni.

San Marino, 11 Giugno 2018

Ufficio stampa PSD

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