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CENTO MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE, O POCO MENO.
Giovedý 17 maggio 2018

Questa la somma di denaro pubblico che nell’estate del 2017 la Banca Centrale sammarinese, grazie anche alla compiacenza di un Decreto che il Governo ha emesso e poi lasciato scadere dopo che l’operazione si è conclusa, ha investito in due prodotti finanziari, emessi dallo stesso soggetto.

 

Cento miliardi di vecchie lire, o quasi, di denaro pubblico (probabilmente la liquidità del FONDISS portata in Banca Centrale pochi giorni prima), un operazione che nemmeno se fosse stato previsto un investimento in obbligazioni della FIAT, della Coca Cola o di un altro colosso multinazionale, sarebbe stato possibile definire misurata e ragionevole. Alla faccia della diversificazione del rischio come principio di sana e prudente gestione del denaro pubblico. Perché di denaro pubblico si sta parlando, del denaro di tutti i sammarinesi; è con esso che sono avvenuti i giocherelli di cui narra oggi la cronaca.

 

Tutto questo, al netto dei conflitti di interesse esistenti tra il legale rappresentante della società che ha emesso i titoli, che era moglie del Dott. Siotto, funzionario della Vigilanza della BCSM; al netto dei legami indicibili che sarebbero, e sono, emersi tra Savorelli, Siotto, Sommella da una parte, la società Advantage Financial e Francesco Confuorti dall’altra. Per non parlare dei membri del CDA di Cassa di Risparmio (quelli del bilancio con una perdita di oltre 500 milioni di Euro ovvero i vecchi mille miliardi di lire) scelti con estrema perizia dal Governo, poi dallo stesso governo defenestrati una volta arrecati i danni; sempre senza che nei confronti dei colpevoli si sia mai compiuto alcun atto. Dicevamo, erano stati scelti con attenzione dal Governo perché, parole testuali messe per iscritto da un membro di Governo, erano: “tecnici preparati, dopo anni di mala gestione” e “grazie alle modifiche statutarie da noi volute, anche moralmente inattaccabili”. Viene naturale quindi ricordare la famigerata mail dell’allora membro del CDA di Cassa, tale Dott. Luigi Borri, che mise in copia conoscenza Francesco Confuorti, una comunicazione con oggetto fatti riservatissimi e non divulgabili, pubblicata successivamente da un media online. Allora ci venne “qualche” dubbio sull’integrità morale di queste personalità; ma non al Governo no, mai, e neppure alla maggioranza.

 

E il Consiglio di Amministrazione della Banca Centrale che faceva in tutto questo? La cronaca giudiziaria ci lascia capire che tutto nasce da una denuncia effettuata dal Vice Direttore, dal Collegio Sindacale e da un consigliere della BCSM. E gli altri? Hanno vigilato oppure hanno avvallato l’operato compiuto per comprare con il denaro pubblico quei titoli di dubbia consistenza ed emessi dagli amici degli amici? Cento miliardi, o quasi.

Cosa fa il Governo? Cosa ha fatto il Governo sino ad oggi? Quando l’opposizione già ad inizio 2017 denunciava, anche alla Reggenza, l’esistenza di legami e rapporti poco chiari tra i vertici di BCSM e certi personaggi, ripetutamente, per mesi, smentiva categoricamente tutto, mettendo la testa sotto la sabbia forse per evitare il problema di dover scontentare o isolare qualcuno nella maggioranza.

 

Oggi il problema per il Governo è la fuga di notizie, il fatto che i media abbiamo pubblicato stralci di documenti giudiziari. Il Governo si concentra sulla natura dei documenti trapelati piuttosto che sul loro contenuto, ignorando fatti sconvolgenti e spaventosi che fanno dubitare della politica, la quale sembra mossa dall’esterno avendo adottato decreti, emendamenti, piani per intervenire sul sistema bancario; tenendo conto anche e soprattutto gli OdG promossi dell'opposizione e bocciati sistematicamente.

 

Chiedetevi se in questi mesi, al posto di additare instancabilmente l’opposizione di cospirazione, si fossero ascoltate seriamente le ragioni delle nostre preoccupazioni, basate su atti e fatti certi. A nessuno dalla maggioranza è venuto in mente di chiedere un tavolo riservato, di responsabilità, perché ci si era accorti di fatti gravissimi, di presenze inquietanti che hanno inquinato la BCSM, la Cassa di Risparmio e che ci chiediamo se ancora, cambiati certi attori, l’inquinamento sia stato rimosso o certe dinamiche inquietanti siano ancora, adesso, in essere.

 

Per queste ragioni giudichiamo gravemente inadeguata l’azione condotta dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene. Riteniamo che si debbano individuare le responsabilità ed i responsabili politici; è il ruolo della politica e noi facciamo politica. Le responsabilità penali le accerterà il Tribunale cui rivolgiamo il nostro messaggio di sostegno e vicinanza. Noi chiediamo di discutere, accertare, individuare le responsabilità politiche dell’accaduto e chiediamo senso di responsabilità a questo Governo, un atto di trasparenza dovuto nei confronti della cittadinanza, se ancora è capace di questa spinta di orgoglio e non ha nulla da temere.

 

Da un anno denunciamo le stesse cose; riproponiamo quindi una commissione di inchiesta per accertare la verità fino in fondo.

 

 

Ufficio Stampa PSD

 

San Marino, lì 17.05.18

 

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